In totale abbiamo degustato 7 etichette

Due grandiose serate all’insegna dei grandi Champagne

Si sono concluse nel nostro showroom due grandiose serate all’insegna dei grandi Champagne.

Grande inizio con Duval Leroy Brut: dal 1859 la Famiglia Duval-Leroy si dedica con passione al raggiungimento della qualità del suo Champagne Brut,  giocando sull’arte dell’assemblaggio delle uve Pinot e Chardonnay; dal carattere unico e universale, perfettamente equilibrato, con aromi di cioccolato nero e cannella. È l’unico Champagne riconosciuto da Wine Spectator nella sua classifica 2008 dei Top 100

La seconda Maison è stata Roederer con il suo Blanc de Blancs 2009, nato dai Grands Crus d’Avize, di Mesnil-sur-Oger e di Cramant in una bella annata soleggiata e matura, è un ottimo rappresentante dello Chardonnay della Champagne, che sa coniugare la ricchezza della frutta alla finezza dei sapori.
Viene fatta maturare in media per una durata di 5 anni nelle cantine, a cui si aggiunge un riposo di 6 mesi dopo lo sboccamento, per perfezionarne la maturità. Ha un color oro dorato dai riflessi verdi e brillanti, effervescenza dolce, regolare e vellutata.

Abbiamo proseguito con Rosé di Billecart-Salmon, Maison che sorge nel cuore della Champagne nello splendido villaggio di Mareuil-sur-Aÿ, fondata nel 1818.
Il suo Brut Rosé ha un aroma sottile, dalle note di frutti rossi e agrumi; ideale per l’aperitivo o per accompagnare il salmone o il sushi.

Il quarto vino è stato il Blanc de Noirs 2008 di Philipponnat: da sempre fortemente legata al Pinot Noir, Philipponnat lo propone in purezza, ma solo nelle annate migliori; è frutto della sola prima spremitura (cuvée) di uve classificate Premier e Grand Cru della Montagne de Reims e, ovviamente, di Mareuil-sur-Aÿ. Parte dei mosti sono stati fermentati in tini termoregolati di acciaio e parte in barrique. Perfetto nell’intreccio tra frutto e mineralità, oltre a spunti floreali.

La penultima Maison è stata Pol Roger, marchio ancora di proprietà e gestito dai discendenti di Pol Roger nella città di Épernay nel cuore dello Champagne; abbiamo degustato il suo Brutt Vintage 2004, uno champagne ottenuto dall’assemblaggio di uve Pinot nero (60%)  e di Chardonnay (40%); prodotto in quantità limitate, la cuvée Pol Roger Brut Vintage 2004 viene fatta maturare 9 anni prima di essere commercializzata.

Non poteva ovviamente mancare in una degustazione di alta qualità la Maison Dom Perignon con il Vintage 2005.
Dom Pérignon è l’unica Maison a produrre unicamente etichette millesimate, e si è distinta negli anni per una costanza qualitativa mirabile e straordinaria, considerati i volumi produttivi non proprio artigianali (sebbene nessuno sappia veramente quante bottiglie si producano è ragionevole immaginare un ordine di grandezza sopra i 5 milioni). La “ricetta” dello champagne Dom Pérignon è quasi fissa, con un blend più o meno equamente suddiviso tra chardonnay e pinot noir di sole vigne eccellenti.
Sebbene non siano state molte le Maison che hanno deciso di produrre millesimati con la vendemmia 2005, lo chef de cave Richard Geoffroy ha sorpreso anche i più esperti con uno champagne che ha classe ed eleganza seppure declinata con caratteri differenti rispetto ad annate più classiche. Ciò che ha colpito è stata in particolare la maturità fenolica delle uve selezionate, che hanno dato vita a vini di grande potenza e ricchezza aromatica. Così Richard Geoffroy ha descritto il vintage 2005 come un Dom Pérignon che omaggia tutto ciò che è materia viva nel mondo e il mistero connesso alla vita

Il gran finale spetta alla Maison Laurent Perrier con l’Ultra Brut, lanciato da Bernard de Nonancourt nel 1981 agli albori della Nouvelle Cuisine; Laurent-Perrier Ultra Brut è lo champagne “puro”; fa parte della categoria dei Bruts nature, vini senza aggiunta di zucchero dopo la sboccatura. È una dimostrazione di abilità della Maison che attrae gli intenditori di vino perché non è in alcun modo dosato. L’assemblaggio è composto da Chardonnay in leggera maggioranza e Pinot Noir, provenienti solo da annate di grande maturità. La rigorosa selezione delle uve serve a scegliere quelle che hanno un forte grado potenziale e bassa acidità, per raggiungere l’equilibrio tra freschezza e struttura.

In totale sono stati degustati ben 7 grandi Champagne, accompagnati con alcuni “finger food” ed un ottimo primo piatto, abbinati da Personal Winer, per non far “barcollare” i nostri ospiti!”

Due serate all’insegna dei grandi Champagne
Due serate all’insegna dei grandi Champagne
In conclusione un primo piatto
in conclusione di serata un primo piatto